Museo nazionale delle cere della postumia
Il Museo delle Cere della Postumia ha sede nel seicentesco Castello degli Ippoliti. Erede del Museo delle Cere della città di Milano, è stato inaugurato il 25 aprile 2004. Il percorso tematico consta di ottanta statue di cera a grandezza naturale, di scenografie particolari e di suggestivi effetti di luce e sonori.
Esso si snoda attraverso otto sale della nobile dimora.

Palazzo Castello
Sede del Museo delle Cere
Itinerario di visita
INGRESSO
Vi accolgono le maschere di Sophia Loren e di Totò, nel segno della napoletanità e dell’universalità dei linguaggi d’arte; il teatrino dei burattini di tradizione, opera di Enzo Boccola, il burattinaio Augusto Corniani ed i burattini della Postumia mantovano di “mastro Geppetto” Berto Brunelli
SALA DI BENVENUTO
A dare il benvenuto si presentano quattro pontefici della religione cattolica: Papa Roncalli Giovanni XXIII, Papa Montini Paolo VI, Papa Luciani Giovanni Paolo I, Papa Woityla Giovanni Paolo II. Con loro sta la figura del santo più venerato e discusso del Novecento San Padre Pio da Pietrelcina
All’interno di questa sala si trovano anche alcuni dei personaggi illustri della collezione: Dante affiancato dalla sua guida nella “Divina Commedia” Virgilio, Sordello da Goito il trovatore del XIII sec. “(che si rivolge a Virgilio dicendo “…io son Sordello della tua terra”) di cui Dante delinea il profilo nel “Purgatorio”. In mezzo a loro l’imperatore Ottaviano Augusto, nell’atto di conferire a Virgilio l’incarico di scrivere l’ ”Eneide”. Sull’altra parete un milite cenomane – testimone degli abitatori pre-romani della nostre terre - e Spurio Postumio Albino, al quale si deve la realizzazione della via Postumia nel 148 a.C.. Alla parete il quadro riassuntivo di Gazoldo, opera di Giuseppe Ferino Lucchini.
SALA DELL’OTTOCENTO
L’Ottocento è il secolo del Risorgimento italiano. Le figure che qui lo rappresentano sono quelle di Giuseppe Garibaldi, l’”eroe dei due mondi”, e Vittorio Emanuele II, il “Re galantuomo”, con sullo sfondo il mitico “incontro di Teano” del 26 ottobre 1860 e la torre di San Martino della Battaglia, a ricordo della II Guerra d’Indipendenza (1859).
Giuseppe Mazzini e Camillo Benso conte di Cavour, con alle spalle l’architettura torinese di Palazzo Carignano, la sede del primo Parlamento italiano.
Grazie alla collaborazione con il Museo della Città di Mantova, alle pareti della sala vengono descritte le guerre d’indipendenza nazionale e la spedizione dei Mille. Le statue che riguardano quest’ultimo evento sono quelle di Ippolito Nievo, lo scrittore-patriota autore tra l’altro delle “Confessioni di un italiano” (che scrisse, insieme alla Novelle Campagnole proprio a Fossato di Rodigo), di Giovanni Longari Ponzone da Rivarolo del Re e di Carlo Valcarenghi da Bozzolo.
Viene quindi rappresentato uno degli episodi più significativi della Rivoluzione francese: la giovane “girondina” Marianne Charlotte de Corday che uccide Jean Paul Marat mentre prende il bagno (13 luglio 1793).
Accanto si presenta il “grande Corso” Napoleone Bonaparte con l’ufficiale degli Ussari, suo luogotenente. La Rivoluzione Francese e Napoleone scuotono l’Europa, ne mutano profondamente gli assetti e le istituzioni, la portano verso la modernità.
SALA DEL NOVECENTO
Il Novecento si presenta con la figura del “Re soldato” Vittorio Emanuele III, accanto a lui il mantovano Ivanoe Bonomi primo presidente del Senato della Repubblica.
A testimoniare il ventennio del Fascismo sta l’immagine di Benito Mussolini. La scena retrostante coglie come in flash-back alcuni simboli del periodo: il Sacrario di Redipuglia, il fascio littorio, la bandiera sabauda e quella repubblicana, il cappello degli alpini.
Le grandi rivoluzioni mondiali del ‘900 sono rappresentate dai loro maggiori protagonisti: Adolf Hitler, Fidel Castro, Lenin, Mao Tse Tung,. Nella scena retrostante stanno la svastica nazista, le icone simboliche di Carl Marx e di Che Guevara, le sagome architettoniche del Cremino di Mosca e della “Città proibita” di Pechino.
Tra il 4 e l’11 febbraio 1945 si tenne la Conferenza di Jalta. E’ infatti così denominato l’incontro che si tenne in Crimea, nel palazzo imperiale di Jalta tra Wiston Churchill, Franklin Delano Roosvelt, Josef Stalin, capi dei governi del Regno Unito, degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica., durante il quale si divisero le aree mondiali di influenza.
Seguono alcuni personaggi rappresentativi dei rapporti tenutisi tra Stati Uniti e Unione Sovietica: John Fitzgerald Kennedy e George H.W. Bush senior, Nikita Kruscev e Michail Gorbacev.
Proseguendo si incontrano il Presidente francese Charles de Grulle ed il Cancelliere tedesco Konrad Adenauer.
Dopo la caduta del Muro di Berlino ed il dissolvimento dell’URSS, per i nuovi equilibri del mondo gli occhi sono ancor più puntati sul Medio Oriente; ecco allora che si presentano Yâsir ‘Arafãt e Mõsheh Dayan.
SALETTA DEI VATI D’ITALIA
La piccola sala è dedicata alla figura del grande musicista Giuseppe Verdi e del grande scrittore Alessandro Manzoni. Il Verdi ha il corredo della scenografia del teatro della Scala, del suo pianoforte, della scultura “Rigoletto” di Aldo Falchi . Il Manzoni ha il corredo degli acquerelli di Aldo Falchi, che magistralmente riprendono i personaggi dei Promessi Sposi.
SALONE DELLO STEMMA - ALDO PACCHIELLI
Lo splendido salone seicentesco di rappresentanza, le cui volute ed i magnifici stucchi sono stati restaurati con generosità e sapienza dalla Sezione Alpini di Asola/Gazoldo ospita Francesco Ippoliti ed Eleonora Gonzaga affiancati da Baldassarre Castiglioni.
Al centro otto Presidenti della Repubblica Italiana: Luigi Einaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro.
Presenti nella sala anche alcuni dei più grandi artisti italiani, Leonardo da Vinci che mostra dei modellini di armi da guerra e altre sue invenzioni e Michelangelo Buonarroti davanti una versione della “Pietà” nell’interpretazione dello scultore novecentesco Giovanni Paganin. La sala è completata dalle monete della zecca degli Ippoliti (XVII sec.) , dai ritratti di Baldassarre Castiglione e di Annibale Ippoliti e dal bronzo (opera di Giacomo Benevelli) raffigurante Steno Marcegaglia, interprete-protagonista contemporaneo dei destini e dello sviluppo di Gazoldo., nonché da un opera in affresco di Valter Donini.
SALETTA DELLA SOLIDARIETA’
“Tutti fratelli”è il motto che accompagna le immagini di questa saletta, dedicata alla memoria di Henri Dunant e del popolo castiglionese.
Dopo la sanguinosa battaglia di Solferino del 24 giugno 1859 “… le donne di Castiglione seguono il mio esempio dimostrando la stessa benevolenza a tutti questi uomini d’origini così diverse e che sono a loro egualmente stranieri. Tutti fratelli ripetevano esse con commozione. Onore a queste donne, a queste giovani di Castiglione!” Da lì nacque in Henri Dunant l’idea ispiratrice dell’opera universale ed umana della Croce Rossa.
La testimonianza dei bambini dell’Africa, il continente più martoriato del pianeta, con i loro problemi vecchi e nuovi sta a reclamare una solidarietà davvero continua, responsabile e generosa.
Come quella messa in atto dal teologo, medico e musicista tedesco Albert Schweitzer che lasciò l’Europa nel 1933 per risiedere stabilmente nel suo ospedale africano a Lamberené, nel Gabon.
Accanto a loro le cere che raffigurano la testimonianza sociale e assistenziale della Croce Rossa ed il patrono della gioventù , il mantovano San Luigi Gonzaga.
SALA DELLA CIVILTA’ CONTADINA
Essa è dedicata alla società contadina della Postumia mantovana tra Ottocento e Novecento, alle genti delle nostre campagne, alle loro lotte per l’emancipazione civica e sociale.
Vi accoglie il garibaldino Francesco Siliprandi, fondatore della prima Società di Mutuo Soccorso in Casatico di Marcaria e protagonista dei “moti della boje”
, il Siliprandi ha di fronte la “fiumana”, riproposizione dell’opera di Pelizza da Volpedo “Quarto Stato” e omaggio-simbolo al mondo del lavoro
La “mola” ottocentesca degli arrotini pinzolesi, dono al museo dei “gemelli” trentini, testimonia un altro degli elementi essenziali di relazione sociale nell’ambito della società contadina e dell’emigrazione. Nei riquadri stanno le forbici e gli altri oggetti da taglio dei “gemelli” di Premana. Conclude la bella suggestiva sala la maestrina dalla penna rossa, deamicisiana nel ricordo temporale e nello spirito quanto lo è stata ed è la nostra concittadina Carla Fracci , della quale ritroviamo le sembianze, sia nella cera che nel riquadro fotografico e nell’opera scultorea di Laura Branca.
Museo delle Cere della Postumia
Piazza Castello
46040 Gazoldo degli Ippoliti
Tel. 0376 - 657952
info@postumia-mam.it
www.postumia-mam.it
Presidente: LUCIA FERRARI
Sindaco di Gazoldo: FRANCA FERRETTI
Direttore: CLAUDIO RIZZI
Conservatori, artefici e ceroplasti: DARIO, LAURA e MARCO SANGUANINI
Arredamenti ed impiantistica: VALTER DONINI - GIACOMO DUINA – LEDA LEASI - SERGIO MONIZZA - FRANCO TOGNINI
Custodi e “affabulatori” : LUIGI CAPRA – IDA PAINELLI - GINA TONELLI
Coordinamento: NANNI ROSSI
Segreteria: ALESSIA COMUNIAN
