Non esistono due draghi uguali -
Mostra di Renzo Margonari a Reggio Calabria ( MAM)
“Non esistono due draghi uguali” è il titolo della bella mostra dei dipinti di Renzo Margonari, ospitata negli ambienti neogotici di Villa Genoese Zerbi sul lungomare di Reggio Calabria ed inaugurata il 10 ottobre scorso alla presenza del sindaco della metropoli calabra, Giuseppe Scopelliti, e dell’assessore ai Grandi Eventi, Antonella Freno. L’evento, curato da Gianni Ditto e Carlo Micheli, ha beneficiato del patrocinio della Provincia di Mantova e dei comuni di Mantova, Virgilio e Gazoldo degli Ippoliti, al cui MAM sono stati affidati l’organizzazione e il coordinamento. La mostra si protrarrà sino al prossimo 15 novembre, con visite guidate quotidiane ed un grande battage promozionale. Per l’artista mantovano si tratta, quindi, di un riconoscimento assai prestigioso, che incastona il suo indiscusso ruolo all’interno della corrente surrealista, italiana ed europea. “Surrealista per natura”, com’egli si definisce, Renzo Margonari esordisce infatti nell’ambito del nuclearismo milanese e procede lungo le tracce dell’informale segnico. E’ sulla breccia dal 1957 e negli anni ’70 entra a far parte del gruppo internazionale parasurrealista “Phases”. La sua ricerca si focalizza attorno ad alcune figure (il pesce, il fiore, la goccia, la freccia), attraverso la mediazione delle memorie d’infanzia e degli stupori del mondo animistico. Artista versatile e ingegno poliedrico, dedica il suo impegno a pittura e critica, scultura e architettura, insegnamento e art management. Conquistata una padronanza magistrale nell’uso del colore, il Margonari segue i percorsi più complessi del neosurrealismo e del calligrafismo di origine orientale. A Reggio Calabria egli espone 37 opere, frutto del lavoro degli ultimi otto anni. Ogni dipinto è accompagnato dal commento critico di Arturo Schwarz e dai versi poetici di Roberto Sanesi: due grandi amici dell’artista mantovano, al pari di Stefano Benni cui si deve l’originalissima prefazione in catalogo. Le scelte cromatiche degli ambienti di Villa Genoese Zerbi, sede della mostra, sono state mirate alla valorizzazione dei quadri, anche attraverso la sagomatura del sistema illuminotecnico. Due salette, alla conclusione della visita, consentono l’una di approfondire la conoscenza tematica e filosofica dell’artista, l’altra di presentare Mantova e il suo territorio nell’ambito dell’ideale gemellaggio tra la città di Virgilio e quella della Fata Morgana.
RENZO MARGONARI A REGGIO CALABRIA (dal 10 ottobre al 15 novembre – mostra a Villa Genoese Zerbi)
E’ stato un avvenimento memorabile l’inaugurazione della mostra di Renzo Margonari “Non esistono due draghi uguali” a Reggio Calabria, nello splendido scenario della neo-gotica Villa Genoese Zerbi che si affaccia sul lungomare Falcomatà (“il più bel chilometro d’Italia”, come lo definì D’Annunzio) e che guarda le coste messinesi dall’altra parte dello Stretto. Lo è stato per l’artista, che si è visto circondato da autorità, amici ed estimatori sinceri ed entusiasti; lo è stato anche per le istituzioni mantovane (Provincia e Comune capoluogo in prima fila, e poi il MAM di Gazoldo e il comune di Virgilio) sull’onda di una simpatia che la leggera brezza marina di tarda estate sa ancor meglio trasmettere insieme ai comuni valori e ricordi delle culture antiche, greche e bizantine, e della romanità classica. Non a caso, invero, la conversazione inevitabilmente cade e si sofferma su Publius Vergilius Maro, anche se il sommo poeta forse in questi luoghi non ci fu mai. Egli, tuttavia, fa certo parte dell’immaginario magico e poetico di questa magnifica gente (come lo è tuttora, dopo duemila anni, nella sua Napoli e come, purtroppo, lo è assai meno nella ancor più sua Mantova, se non fosse per le testimonianze e le insistenze della mai troppo lodata Accademia Nazionale Virgiliana); lo è per l’allestimento elegante ed intelligente di Gianni Ditto e della sua simpatica e giovane squadra; lo è per l’impegno diretto e convinto del sindaco Giuseppe Scopelliti e dell’assessore ai Grandi Eventi Antonella Freno, che hanno messo il sigillo della nuova città metropolitana sull’arte del maestro, mantovano ed italiano, del surrealismo; lo è, infine, per l’originalissima prefazione in catalogo di Stefano Benni, in costante sintonia con il Margonari, vuoi per la comune passione per il jazz e vuoi perché la classe non è acqua. Trentasette le “visioni” esposte da Renzo Margonari a Reggio Calabria, a far sintesi degli ultimi otto anni di lavoro. Il criterio nella disposizione dei quadri ha seguito un andamento cromatico, dal nero al bianco, e la scelta tecnica ha esaltato le qualità coloristiche di questo “surrealista per natura”, come egli ama definirsi. Una saletta-proiezione offre poi la possibilità di approfondire la conoscenza della sua filosofia, del suo background culturale e sociale. In una sala successiva sono raccolti, infine, gli stemmi delle istituzioni mantovane che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento. E’ lì il punto d’incontro, il simbolico “gemellaggio” di Mantova con Reggio Calabria, nato attraverso i reperti archeologici della Magna Grecia voluti dal calabrese Salvatore Settis per la sua “Forza del bello” a Palazzo Te e contraccambiati con alcuni pezzi della collezione egizia mantovana dell’Acerbi. Il profilo, i caratteri di Mantova e le suggestioni delle sue architetture, trasmessi dal video promozionale, accentuano la curiosità ma anche la diversità della storia delle due città, soprattutto lungo i secoli che vanno dall’alto medio evo alla modernità. Oggi viceversa ci si mette Renzo Margonari a tessere la tela delle affinità elettive, con quegli azzurri marini dei suoi quadri che son proprio come il colore delle acque calabresi, nonché con i suoi infiniti draghi che qui s’imbattono e si intrecciano con il mito ricorrente delle Fate Morgane. L’ultima annotazione riguarda l’emozione provata dall’artista mantovano alla vista di tre enormi striscioni (13x12 metri) celebrativi della sua mostra. Nemo propheta in patria? Mettiamola così e tirem innanz!
Nanni Rossi

