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“Marc Chagall” la Fede, l’Arte, il Sogno - MAM

    ( MAM)

Chagall.pdf 

Data:   12/03/2010
 
 
 
 
Venerdì 12 marzo 2010 ore 20.30
Villa Ippoliti, Gazoldo degli Ippoliti
 
“Marc Chagall”
la Fede, l’Arte, il Sogno
Visione di opere e conferenza
 
A cura di Giusy Bagnato, Pastore della Chiesa Evangelica Valdese
Introduzione di Paolo Bertelli, Università degli Studi di Verona

“Quando Chagall dipinge, non sai se dorma o sia sveglio.
Da qualche parte dentro la sua testa, deve esserci un angelo.”
Pablo Picasso
 
 
 
"Sulle pareti, disposte con gusto squisito, stavano le figure e le forme dell’invisibile mondo della mia strada – il mio leggendario antenato, mio nonno che vagava e viaggiava – quadro dopo quadro, con un sottile effetto cumulativo, in modo che colore e linea, struttura e forma, si rafforzassero ed intensificassero. Le tele erano vibranti. Nemmeno io mi ero reso conto del loro potere. Mi staccai lentamente dall’ascensore e seguii le pareti, guardando i titoli: Villaggio che brucia, Giovane in villaggio I, Giovane in villaggio II, Vecchio in villaggio, Studioso-Santo, Studioso in viaggio I, Studioso in viaggio II, Morte del villaggio, e tanti altri; erano in tutto una settantina. Guardai i titoli ed i quadri ed era come se non li avessi fatti io. Arrivai alla fine della parete corta, voltai e trattenni il respiro. Aveva sistemato le crocifissioni sulla parete opposta a dove mi trovavo io ora, prima di svoltare per prendere l’ascensore. Dominavano la parete. Osservandole, mi parve di sentirle attraversare d’un balzo la galleria e venire ad afferrarmi. Non le avevo immaginate così potenti. Avrei dovuto smorzare il tono. Non potevano essere lasciate così grezze e potenti. Sentii che sudavo. Sentii la lunga, avvinghiante presa delle tele, ed io sudavo, e vidi mia madre legata alle linee verticali e orizzontali del quadro e vidi mio padre e mia madre che guardavano il quadro. Poi distolsi lo sguardo terrorizzato davanti ad un simile atto di creazione. Padrone dell’universo, non intendevo cercare di emulare il tuo potere, la tua facoltà di creare dal nulla. Volevo solo fare qualche buon quadro. Padrone dell’universo perdonami. Ti prego perdonami. Volsi le spalle ai quadri e chiusi gli occhi, perché non potevo sopportare più a lungo di vedere le mie opere, fatte con le mie mani, sapendo quale dolore avrebbero presto inflitto alle persone che amavo."
Marc Chagall 


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