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Mostra di Armando Riva - MAM

    ( MAM)

COMUNICATO_STAMPA_Armando_Riva.pdf 

Data:   11/04/2010

 

 

Domenica 11 aprile 2010 ore 17,30

MAM - Museo d'Arte Moderna e Contemporanea

Gazoldo degli Ippoliti

 

Inaugurazione della mostra di 

ARMANDO RIVA

 


Caro Armando,
ci conosciamo da vent'anni o forse addirittura di più, da quando io ero un giovane gallerista e tu un artista controcorrente che voleva ad ogni costo trovare una strada per dare fiato alla propria volontà di fare. È tramite Filippo Avalle e durante una mostra che feci di lui che ti ho conosciuto. Avevo allora un socio di potente determinazione intellettuale Paolo Baldacci, che insegnava Storia Romana all'Università Statale di Milano e che passava volentieri dalle epigrafi all'arte moderna e al dibattito sulla contemporaneità. Sarà stata la sua origine cosÌ ancorata al classicismo o la mia così disordinata rispetto agli schemi nazionali, ma fatto sta che eravamo costretti da un bizzarro arcano etico ad essere anche noi controcorrente. La corrente d'allora, come la corrente d'oggi tra l'altro, era alla ricerca spasmodica d'una sicurezza che fosse garanzia per buoni investimenti. I temi intelletuali interessavano poco, poiché carmina non dant panem ma anche perchè stava girando per l'aria la voglia di uscire dall'impegno politico degli anni precedenti e dalle sue spesso catastrofiche conseguenze. Il borghese e l'intelletuale al suo naturale servizio anelavano alla sicurezza che fra poco avrebbero promesso al mondo la signora Thatcher e il Presidente Reagan. E noi con quella roba lì non c'entravamo proprio per niente. Ma il mercato d'arte si, che correva verso la scorpacciata degli anni'80. L'arte era da bere come la città dove tenevo la galleria. Era naturale essere controcorrente. Ti comprai allora una grande scultura, fatta di pezzi di plastica e scolpiti dal fuoco, lavorati e frastornati dal colore, legati assieme a fili di ferro nati già arrugginiti. Stridente, grande, grintosa, volutamente invendibile. Ora sono passati trent'anni, durante i quali abbiamo fatto ciò che la coscienza, la necessità e le circostanze ci hanno portato a fare.
Tu ti sei dato al cinema, con covinzione e poi sei tornato alla tua natura manuale che è quella della scultura. E ci siamo rincontrati di recente, come se il tempo non fosse affatto passato. Ho rivisto il tuo lavoro trasformato ma non diverso da ciò che mi potevo aspettare. Più maturo, più adulto, più solido. Ma soprattutto sicuro che la strada intrapresa allora era quella giusta. Sono rimasto personalmente molto soddisfatto, e in primo luogo, poiché siamo tutti non poco narcisisti, perchè vi trovavo la conferma della mia attrazione di vent'anni prima, quindi la conferma che anche io sapevo vedere. Ma vi fu poi un secondo motivo, certamente più profondo, alla mia attenzione. Eravamo in un bellissimo giardino di Maremma dove le tue sculture erano disposte con fortunata eleganza. lo stavo in quei giorni preparando la mostra per il premio Micchetti a Francavilla al Mare e seguivo un parametro selettivo talmente ortodosso da apparire eccentrico ad ogni critico di tipo tradizionale.
Avevo deciso di abbandonare dei meri parametri estetici, quelli necessari ad una promozione spesso meramente commerciale, per sostituire loro un giudizio di autenticità antropologico-culturale. E stavo classificando gli artisti dell'area lombarda come se fossero stati, e lo sono, discendenti delle antiche tribù insubri che una volta popolavano quella parte d'Italia. Ero riuscito a stabilire una sorta di cifra stabile che univa il loro modo espressivo, ed era quella relativa ad una loro costante inclinazione all'espressionismo forte del gesto, del colore, del contenuto. All 'uso poi di una articolazione cromatica fatta di grigi e di ruggini, di ombre e di vapori. Ed era quasi incredibile rendersi conto di quanto il tuo lavoro in questi vent'anni, ma oggi ancor più, rientrava nella categoria. Sicuro della tua autenticità, divenni sicuro della tua qualità, la quale appariva prorompente ma richiedeva alla mia cervellotica applicazione una prova sostanziale da quella che poteva solo fornire il gusto. Fui rassicurato e felice ... Vai avanti! La ripresa della vitalità, dell' autonomia, e, perché no, del successo nel mondo dell' arte dipende dal perdurare e dal moltiplicarsi di esperimenti come il tuo. Grazie!

Philippe Daverio





Nato a San Floriano (Milano) nel 1947, dal '65 Armando Riva opera nel campo delle arti visive sia come pittore sia come scultore. Nel 1978, dopo aver esposto tra Milano e Venezia in numerose personali, si è dedicato alla fotografia per poi passare al cinema negli anni '80 e tornare alla sua prima passione, la scultura, negli anni '90.
Alcune delle sue personali sono state ospitate alla Galleria Fondazione Europa di Milano e alla Galleria Rialto di Venezia (nel 1971), nel '74 alla Galleria la Leonessa di Brescia, nel '75 al Centro d'Arte internazionale di Milano e al Palazzo delle Prigioni ancora a Venezia.
Nel 1980 si è dedicato al cinema, girando 7 films tra finzione e animazione, con cui ha partecipato ad alcuni festival come "Bergamo Film Meeting" e "Mystfest” di Cattolica. Nel 1989 in occasione della caduta del muro di Berlino, è stato invitato al festival di Selb in Germania.
Chiusa la parentesi cinematografica è andato a vivere sul Lago d'Iseo dove ancora oggi vive dedicandosi alla creazione di sculture in bronzo policrome.
Nel 1993 ha esposto a Rodengo Saiano nel chiostro della abbazia Olivetana, l'anno seguente al Literaturage di Moenchenglandbach, dove è stato ospitato anche nel 1995, nel 1997 ha tenuto un'esposizione all'Albereta di Gualtiero Marchesi dov'è tornato nel '99 e quest'anno.
“Cavallo vincente” sua imponente opera in bronzo raffigurante un cavallo in corsa, è stata presentata all'ippodromo di S. Siro a Milano.
Nel 2000 le sue opere sono state esposte alla Galleria Porta all'Arco di Siena e al Castello di Bornato a Brescia. Nel 2001 le opere di Riva sono state ospitate alla fattoria dei Barbi a Montalcino e all'Accademia degli Introntati di Siena.
Da segnalare inoltre nel 2002 mostre al museo diocesano di Brescia, nel Loggiato del Podestà a Montalcino ed al Monastero di S. Pietro in Lamosa a Provaglio d'Iseo; nel 2003 al palazzo Secco D'Aragona a Bomato in provincia di Brescia e nel 2004 a Treviglio e presso la Pieve di S. Maria di Erbusco.
Nel maggio 2006 la sua mostra "Ti fa bene l'aria del mare” presso l'Andana di Castiglione della Pescaia è stata presentata da Philippe Daverio, che l'ha ugualmente invitato al premio Michetti nel mese di luglio dello stesso anno.
Sempre Philippe Daverio ha curato l'introduzione critica alla sua mostra "Sculture nella città” tenutasi nel novembre 2007 presso l'Arsenale di Iseo e ha presentato la mostra "Sculture” tenutasi nella città di Gubbio nel giugno 2009.




Dopo la presentazione della mostra
alle ore 18.00

Concerto per flauto e pianoforte
con

Tommaso Benciolini, flauto
Maddalena Giacopuzzi, pianoforte

N. Rota - La passeggiata di Puccettino, Serenata, Pavana, La chioccia, Il soldatino
S. Prokofiev – Sonata in re maggiore op. 94 (moderato, presto, andante moderato, allegro con brio)
G. Donizetti – Sonata (largo, allegro)
F. Morlacchi – Il pastore svizzero
G. Verdi – Fantasia sullʼopera “Traviata”

Direzione artistica – ARTI.CO
 



Foto Gallery Ski Team Brianza

Armando Riva